PREVENZIONE

 

Si pratica prevenzione quando si vuole impedire il verificarsi di un fatto non desiderato.

Nella malattia in questione la ricerca scientifica ha evidenziato alcuni fattori che aumentano il rischio di malattia.

Essi sono l'abuso di grassi nell'alimentazione, l'insufficiente consumo di verdura fresca, l'assenza di gravidanze o le gravidanze tardive (oltre i 40 anni), il fatto di un aver mai allattato al seno, l'assunzione di estrogeni in menopausa. Oggi può essere effettuata fortunatamente una diagnosi precoce.

La donna può controllare il proprio seno in modo diretto eseguendo mensilmente l'autopalpazione.

E' inoltre necessario che si sottoponga periodicamente ad esami diagnostici, quali ad esempio l'ecografia e la mammografia.

L'ecografia è un metodo di indagine clinica che permette di visualizzare eventuali macchie opache, indicanti la presenza di cellule anomale, in vari organi del corpo.

L'ecografia da sola non offre indicazioni chiare e complete, ma associata alla mammografia e alla visita senologica permette di avere una conoscenza più ampia della situazione. Può essere molto utile per le giovani donne, in quanto la morfologia del seno risulta poco trasparente alla mammografia.

Inoltre non è assolutamente dolorosa o invasiva.

La mammografia è una radiografia del seno, non è dolorosa ne invasiva e va eseguita ogni due anni a partire dai 40 anni di età e annualmente dopo i 50.

Le radiazioni assorbite equivalgono, più o meno, a quelle di una giornata di esposizione al sole. La mammografia non viene mai inserita tra i fattori di rischio del cancro al seno, anche se alcuni limiti e precauzioni possono riguardare le giovani donne di età inferiore ai 25 anni.

Esistono poi altri esami più approfonditi come la biopsia e l'ago aspirato.

La biopsia consiste in un prelievo di tessuto vitale da sottoporre ad esame istologico per ottenere una diagnosi. La tecnica più usata in questo caso è l'ago aspirato: il frammento viene prelevato mediante un ago speciale. La biopsia può essere ecoguidata se eseguita sotto la guida degli ultrasuoni oppure con una procedura di recente introduzione, in anestesia locale e sotto guida stereotassica vine esportato una piccole porzione di tessuto.

 

PRIMI SEGNALI

 

Solitamente la malattia si manifesta con la comparsa di un nodulo, a volte dolente al tatto, variazione di volume della mammella, alterazioni alla cute quali arrossamenti, raggrinzimenti, affossamenti, pelle a buccia di arancia, che vengono maggiormente evidenziati guardandosi allo specchio con le braccia sollevate sulla testa.

Il capezzolo può essere retratto, presentare piccole squame e presentare secrezione sierosa; inoltre in alcuni casi si ha l'ingrossamento dei linfonodi ascellari.

Dovremmo imparare a conoscere il nostro corpo bene per riuscire a cogliere in tempo qualsiasi cambiamento; in quanto i primi sintomi sono come visto i più svariati.

Se si verifica qualche cambiamento è necessario recarsi dal medico di fiducia ed eventualmente dal senologo ( medico esperto delle malattie del seno ) che sapranno certamente indicare la strada giusta da seguire per accertamenti ulteriori.

 

 

 

Ad Alessandria le volontarie sono presenti:

 in Via Chenna, 9 tel.: 0131/265221 il martedì dalle ore 10 alle 12 il giovedì dalle ore 16 alle 18

e presso il Day-Hospital Onco-Ematologico dell'Azienda Ospedaliera dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 10.00

 

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